Grazie, Presidente. Anche da parte del Partito Democratico intendiamo esprimere solidarietà al giornale Il Foglio e al suo direttore e riteniamo che ci siano parole che siano irricevibili da parte di chiunque le pronunci. Presidente, non abbiamo però notato la stessa determinazione… Certo, perché in quella informativa urgente, Presidente, noi riteniamo che vi siano tante cose che vadano dette e che non abbiamo ascoltato ancora. Presidente, con la stessa determinazione e puntualità, noi non abbiamo ancora ricevuto notizia dell'informativa che abbiamo chiesto al Ministro Nordio che ha definito, in quanto Ministro della Giustizia in carica, para-mafiosi i magistrati che compongono il CSM. Non abbiamo ancora ricevuto notizia dell'informativa urgente che abbiamo chiesto al Ministro Nordio rispetto alle parole che sono state dette dal suo braccio destro, la Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi. Credo che le conosciate tutti, ma lo ripetiamo, perché credo che in quest'Aula ci sia un certo sbigottimento non soltanto da questa parte dell'emiciclo, ma anche dall'altra parte dell'emiciclo, a non vedere quella persona fare un passo indietro e neppure scusarsi, perché quello che abbiamo letto ieri penso che gridi vendetta, anche per un semplice senso delle istituzioni. Non solo non ci sono state scuse, c'è stata addirittura la rivendicazione di quanto era stato detto. Voglio ribadire che è stato detto che con il sì si toglie di mezzo la magistratura.
Presidente, io penso che queste siano parole gravissime che avrebbero giustificato il passo indietro e che avrebbero anche giustificato una presa di posizione della Presidente Meloni, che ha perso 13 minuti del suo preziosissimo tempo per ricordare agli italiani le ragioni, non tutte veritiere, per votare sì, ma non ha perso un secondo per prendere le distanze e dissociarsi da quelle parole che sono gravissime per la magistratura tutta, per i magistrati che hanno sacrificato la loro vita in nome delle istituzioni, per quei magistrati che vengono ricordati spesso a sproposito e che non vengono ricordati nel modo in cui è giusto che vengano ricordati, soprattutto da una magistrata e soprattutto se lo fa in Sicilia.
Perché questo è il fatto più grave, perché questo è il motivo che avrebbe giustificato il passo indietro, perché questa è la gravità delle parole che sono state dette. Ed è questa la gravità della mancata dissociazione da parte della Presidente del Consiglio e anche del Ministro Nordio, che sembra quasi sfiorare il ridicolo quando pensa di giustificare parole che sono inaccettabili da parte di chiunque le pronunciasse, e che sono non solo inaccettabili, ma intollerabili, se le pronuncia una persona che oggi occupa un ruolo importante all'interno del Ministero della Giustizia.
Presidente, attendiamo con ansia quell'informativa per difendere la libera informazione, per difendere l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, ma - me lo faccia dire - anche per difendere la dignità di questo Parlamento, che è stato calpestato troppe volte in queste settimane e per il quale non si è alzata la voce di nessuno dall'altra parte dell'emiciclo per difendere la nostra dignità, il nostro lavoro, la nostra posizione e (perché no?) anche il nostro Paese.